«Pensate a un asciugacapelli. Lo si accende e il motore si attiva fino a quando non viene spento, indipendentemente dall’uso effettivo. Ora: immaginate un dispositivo capace di attivarsi ed erogare energia solo nell’istante esatto in cui viene direzionato verso la chioma». È con questa suggestione che Simone Viscardi, direttore di produzione di Agrati Aee, sintetizza l’innovazione della tecnologia «inverter» che l’azienda di Verdello ha applicato alle presse.
Il principio è quello della potenza «on demand». A differenza delle presse idrauliche di vecchia concezione, in quelle di Agrati «il motore gira solamente in funzione della potenza richiesta dalla macchina in quel preciso momento». Fuor di metafora, la tecnologia è ben più complessa: si tratta di un sistema di modulazione continua, capace di calibrare l’erogazione di energia in frazioni di secondo, esattamente dove e quando serve.
Il risultato è un risparmio energetico netto che, a conti fatti, varia dal 50% al 70%. Oggi il tema del risparmio energetico è decisivo, soprattutto per l’impennata dei costi dell’energia. Agrati ha anticipato i tempi, introducendo la tecnologia «inverter» fin dal 2010. Ricavandosi così uno spazio nel mercato della pressofusione della zama, «mentre all’estero ce la giochiamo con i tedeschi», spiega Viscardi. In un’epoca in cui i bandi pubblici, i grandi appaltatori e perfino i consumatori finali esigono tracciabilità e certificazioni ambientali, un processo di pressofusione a basso impatto diventa un fattore abilitante per l’accesso a mercati premium.
Con un fatturato 2024 di 8 milioni di euro e 27 dipendenti, l’azienda è parte del gruppo Colombo Design. Ieri è stata protagonista del Pmi Day di Confindustria Bergamo, con la visita di 21 alunni della scuola Don Milani di Verdello. Mentre la Colombo Design ospiterà altre classi domani nella sede di Terno d’Isola.
Agrati è attiva nella fabbricazione di macchine per la metallurgia, in particolare nella pressofusione a camera calda e a camera fredda. Il portafoglio clienti spazia dalle Pmi del design e del fashion – tra maniglie, cerniere e accessori moda – fino ai comparti dell’elettronica e dell’automotive. Fornitori per la carpenteria sono aziende di Bergamo e Brescia, mentre i motori arrivano dalla Germania.
Con una quota export che tocca il 40%, l’azienda presidia i mercati europei, il Brasile e gli emergenti del Nord Africa, oltre agli Usa, spiega Viscardi. L’elezione di Donald Trump e lo spettro di nuovi dazi preoccupano. «È un protezionismo che spinge molte aziende americane a portare in casa la produzione. Ma non basta cercare di replicare le macchine, al momento manca ancora il know how». Se l’America è l’opportunità, la Cina resta la minaccia, con «costi di produzione imparagonabili e una gestione disinvolta della proprietà intellettuale».
La risposta di Agrati non è la guerra dei prezzi, ma la longevità. Mentre una macchina low-cost può mostrare i suoi limiti nel breve periodo, le presse Agrati sono costruite per durare decenni. «Garantiamo manutenzioni e pezzi di ricambio per 25 anni, oltre alla conformità a tutte le norme relative alla sicurezza sul lavoro».
Il prossimo banco di prova sarà la fiera Euroguss di Norimberga, dove Agrati presenterà un’evoluzione tecnologica. «Una macchina innovativa – conclude Viscardi – che ci permetterà di smarcarci dalla concorrenza orientale non sul prezzo, ma attraverso la creatività».
Scritto da Filippo Magni per L’ECO DI BERGAMO