Venerdì 18 settembre 2026, negli spazi di ChorusLife Arena, Agrati ha partecipato alla sedicesima edizione di “Eccellenze al lavoro”, l’iniziativa promossa da Confindustria Bergamo per valorizzare le persone e i team che, con competenza, impegno e spirito di iniziativa, contribuiscono ogni giorno alla crescita delle imprese.

L’edizione 2026 ha coinvolto 94 aziende, con il riconoscimento di 73 dipendenti e 21 team aziendali, distintisi in diversi ambiti, tra cui leadership, competenza professionale, lavoro di squadra, affidabilità, crescita nell’impresa, innovazione e miglioramento.

Agrati premia l’innovazione e il miglioramento

Nell’ambito della cerimonia, Michela Vezzoli ha rappresentato Agrati AEE in qualità di premiante per la categoria “Innovazione e Miglioramento”.

Una categoria particolarmente vicina ai valori e all’approccio industriale di Agrati, dove innovazione e miglioramento continuo rappresentano elementi essenziali per affrontare l’evoluzione dei mercati, accrescere l’efficienza dei processi e creare valore sostenibile nel tempo.

Innovare significa infatti molto più che introdurre nuove tecnologie. Significa osservare i processi con uno sguardo critico, individuare nuove opportunità, condividere competenze e trasformare le idee in soluzioni concrete.

Le persone al centro del miglioramento continuo

Ogni percorso di innovazione nasce dalle persone.

Sono la conoscenza dei processi, l’esperienza maturata sul campo, la capacità di lavorare in squadra e la disponibilità a mettere in discussione ciò che esiste a generare molti dei miglioramenti che fanno evolvere un’organizzazione.

Per Agrati, valorizzare questi comportamenti significa promuovere una cultura nella quale ogni persona possa contribuire attivamente al miglioramento dell’azienda.

Il miglioramento continuo diventa così un processo condiviso, capace di coinvolgere competenze diverse e di trasformare piccoli e grandi cambiamenti in risultati concreti in termini di qualità, efficienza, sicurezza e competitività.

Innovazione come cultura d’impresa

La partecipazione a “Eccellenze al lavoro” rappresenta anche un’occasione per sottolineare il ruolo che le imprese possono svolgere nel riconoscere e rendere visibile il contributo delle proprie persone.

Premiare l’innovazione significa infatti valorizzare non soltanto un risultato, ma anche un modo di lavorare: la capacità di osservare, proporre, sperimentare, collaborare e trasformare un’idea in un miglioramento concreto.

È da questa cultura che nasce la capacità di un’impresa di evolvere nel tempo.

Competenza, responsabilità, collaborazione e innovazione sono elementi che Agrati considera fondamentali per costruire ogni giorno il proprio futuro.

La partecipazione a “Eccellenze al lavoro” conferma quindi l’importanza di continuare a investire nelle persone e nella loro capacità di generare valore, dentro l’azienda e per tutto il territorio in cui operiamo.

AGRATI AEE celebra le persone che trasformano le idee in innovazione

In occasione di “Eccellenze al Lavoro 2026” di Confindustria Bergamo, AGRATI AEE sceglie di premiare il team che ha dato vita a MATRA 3438. Un progetto nato dall’ascolto del mercato e diventato una nuova macchina per la pressofusione di precisione: tecnologia, competenze, sostenibilità e visione industriale, con radici nel territorio bergamasco e lo sguardo rivolto al futuro.

L’eccellenza nasce dalle persone

Dietro ogni innovazione industriale ci sono una domanda, un’intuizione e, soprattutto, persone capaci di trasformarle in un progetto concreto.

È questo il significato che AGRATI AEE ha scelto di dare alla propria partecipazione a “Eccellenze al Lavoro 2026”, l’iniziativa di Confindustria Bergamo dedicata alle persone e ai gruppi di lavoro che si distinguono per talento, professionalità, capacità di innovare e spirito di squadra.

AGRATI AEE ha scelto di riconoscere il team che ha realizzato MATRA 3438, nuova macchina dedicata alla pressofusione di piccoli componenti in leghe leggere.

Un riconoscimento che va quindi oltre il risultato tecnico. Celebra un metodo di lavoro: ascoltare il mercato, interpretarne l’evoluzione, mettere in comune competenze differenti e avere la lungimiranza di investire in una soluzione nuova.

MATRA 3438: dall’ascolto del mercato a una nuova idea di macchina

MATRA 3438 nasce da un’esigenza precisa: offrire una risposta alla produzione in pressofusione di componenti di piccole dimensioni in leghe leggere. Il progetto punta sulla precisione e sulla capacità di garantire prestazioni e redditività anche su pezzi di dimensioni contenute.

Ma prima della progettazione viene l’ascolto.

Il dialogo quotidiano con clienti e operatori ha permesso ad AGRATI AEE di individuare uno spazio nel mercato e trasformarlo in un’opportunità industriale. Da qui l’intuizione proposta da Alessandro Betti, area commerciale, e il successivo percorso che ha coinvolto progettazione, tecnica, produzione e le diverse professionalità aziendali.

“Stiamo assistendo a un cambiamento molto concreto nelle richieste del mercato», spiega Alessandro Betti, commerciale. «Da un lato cresce la necessità di produrre in leghe leggere, soprattutto alluminio, componenti di piccole dimensioni, difficili da gestire con macchine di tonnellaggio tradizionale. Dall’altro, la scelta dei materiali è sempre più influenzata dalla loro riciclabilità e dalla possibilità, a fine vita, di reintrodurli nel ciclo produttivo. È proprio qui che l’alluminio acquista un ruolo strategico: rispetto alla zama risponde meglio a questa crescente attenzione alla circolarità e apre nuove opportunità anche per applicazioni e componenti di dimensioni ridotte”

MATRA 3438 racconta così un principio fondamentale dell’innovazione: la tecnologia ha valore quando parte da un bisogno reale.

Tecnica, controllo e Industria 5.0

Dall’intuizione commerciale si passa alla sfida ingegneristica. Ed è qui che il lavoro del team guidato dall’Ing. Simone Viscardi, capo progetto, ha trasformato l’idea in una macchina concreta.

MATRA 3438 integra la tecnologia AGRATI AEE in una soluzione compatta: il sistema di iniezione Ecodrive3 è progettato per il controllo delle diverse fasi di iniezione, mentre l’esclusivo sistema motore/pompa coniuga prestazioni ed efficienza energetica. La macchina è inoltre sviluppata in coerenza con gli standard Industria 5.0.

I numeri aiutano a raccontarne il contenuto tecnologico: velocità massima di iniezione fino a 7 m/s, tempo di risposta delle valvole del gruppo iniezione di 10 millisecondi e pressione massima sul metallo di 906 kg/cm².

“La sfida tecnica – spiega Ing. Simone Viscardi Capo Progetto – è stata quella di realizzare una nuova tipologia di pressa a camera fredda “non tradizionale” prendendo spunto da un mix tecnologico delle due serie di macchine tradizionalmente prodotte: camera calda per le leghe di zinco e camera fredda per lo stampaggio di alluminio.

Da un punto di vista di competenze si è messo in campo tutta l’esperienza a disposizione sia a livello di progetto che di realizzo, destando particolare curiosità e collaborazione da parte di tutti, vista la novità.

La soddisfazione maggiore è stata quella di vedere la pressa lavorare in automatico con due robot durante l’ultima fiera di gennaio 2026 a Norimberga, considerando la data di inizio progetto maggio 2025”

Sostenibilità significa anche produrre meglio

In MATRA 3438 la sostenibilità non è un elemento aggiunto alla fine del progetto, ma entra nelle scelte progettuali.

Il sistema motore/pompa è stato sviluppato con l’obiettivo di coniugare efficienza e competitività dei costi operativi; la macchina ha una potenza massima installata di 17 kW, con motore pompa fino a 14,7 kW.

A questo si aggiunge la compattezza: il materiale tecnico indica dimensioni di 4.293 x 1.893 x 2.116 mm, elemento significativo per realtà produttive nelle quali anche l’ottimizzazione dello spazio diventa un fattore di efficienza.

È una visione della sostenibilità strettamente industriale: utilizzare meglio energia, tecnologia, spazio e risorse per rendere il processo produttivo più efficiente.

Un’eccellenza bergamasca che guarda al Made in Italy

C’è infine un significato territoriale. AGRATI AEE ha sede a Verdellino, nel cuore della meccanica bergamasca, un ecosistema industriale nel quale cultura tecnica, capacità produttiva e competenze specialistiche rappresentano un patrimonio costruito nel tempo.

MATRA 3438 nasce qui ed è un progetto Proudly Made in Italy.

Per questo il riconoscimento di Eccellenze al Lavoro 2026 assume un valore particolare. Premiare il team MATRA significa mettere al centro quel capitale umano che permette all’industria bergamasca di continuare a innovare e competere: persone capaci di ascoltare il mercato, condividere conoscenze, affrontare problemi tecnici complessi e trasformare un’intuizione in una soluzione industriale.

MATRA 3438 è una macchina. Ma prima ancora è il risultato di un lavoro collettivo.

È la dimostrazione che innovazione, tecnica, sostenibilità e visione non procedono separatamente: diventano valore quando competenze diverse lavorano nella stessa direzione.

Ed è proprio questo il messaggio che AGRATI AEE porta a Eccellenze al Lavoro 2026: il futuro dell’industria si costruisce con la tecnologia, ma nasce dalle persone.

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Nel settore della fonderia e della trasformazione delle leghe (zinco e alluminio), valutare una linea di pressofusione basandosi Nel contesto industriale contemporaneo, caratterizzato da prezzi energetici fluttuanti, costi delle materie prime elevati e requisiti qualitativi sempre più severi da parte dei committenti, mantenere in servizio impianti di pressofusione obsoleti può trasformarsi in un freno silenzioso ma devastante per la competitività aziendale. Che si tratti di pressofusione a camera calda per le leghe di zinco (zama) o a camera fredda per alluminio e magnesio, l’innovazione tecnologica non rappresenta una semplice spesa, bensì un investimento strategico ad alto rendimento.

Mantenere la produttività ai massimi livelli richiede macchinari capaci di garantire precisione, ripetibilità e costi di gestione contenuti. Tuttavia, molte fonderie tendono a prolungare eccessivamente il ciclo di vita delle proprie presse, sostenendo costi nascosti che erodono costantemente i margini di guadagno.

Ecco i 5 segnali inequivocabili che indicano che la tua linea di pressofusione ha raggiunto il limite e che è giunto il momento di rinnovare la tecnologia di fonderia.

1. Aumento inesorabile dei consumi energetici per kg di getto

L’efficienza energetica è diventata il primo margine di profitto nelle moderne fonderie. Le macchine da pressofusione di precedente generazione, dotate di gruppi idraulici tradizionali a portata fissa o sistemi di regolazione datati, disperdono una quantità enorme di energia elettrica e termica sotto forma di calore inutilizzato.

Se i bilanci energetici mostrano un incremento costante dei kWh assorbiti per ogni chilogrammo di pezzi conformi prodotti, il problema risiede nella meccanica e nel sistema di azionamento della macchina. L’adozione di servomotori inverter di nuova generazione, gruppi pompa a cilindrata variabile e moderni sistemi di gestione termica consente di abbattere i consumi energetici fino al 30-40%, riducendo al contempo l’impronta carbonica dell’impianto.

2. Tasso di scarto elevato e variabilità nel profilo d’iniezione

La precisione della fase di iniezione (prima, seconda e terza fase di moltiplicazione) determina direttamente la qualità strutturale e superficiale del getto. Nelle macchine soggette a usura meccanica o dotate di gruppi d’iniezione a risposta lenta, si verificano inevitabilmente fluttuazioni e micro-oscillazioni della velocità e della pressione.

Questo si traduce in difetti ricorrenti quali:

Se la percentuale di scarti supera le soglie tollerabili o richiede continue tarature manuali da parte degli operatori per mantenere la conformità, significa che il sistema di controllo dell’iniezione non è più in grado di garantire la ripetibilità necessaria.

3. Fermi macchina frequenti e reperibilità critica dei ricambi

Un segnale d’allarme critico è rappresentato dall’aumento dei tempi di inattività non programmati. Quando i guasti idraulici, le perdite dalle guarnizioni o i malfunzionamenti dell’elettronica diventano eventi frequenti, i costi operativi e di manutenzione straordinaria lievitano rapidamente, compromettendo il rispetto dei piani di consegna.

Inoltre, per le macchine installate da oltre 15-20 anni, il reperimento dei ricambi elettronici (PLC fuori produzione, schede proprietarie, sensori obsoleti) diventa estremamente difficile e oneroso. Rimanere fermi per giorni in attesa di un componente rigenerato rappresenta un rischio d’impresa non più sostenibile. Le moderne linee di pressofusione Agrati Aee garantiscono elevata affidabilità strutturale e piena reperibilità di componenti standardizzati.

4. Incapacità di raccogliere dati e integrarsi con la Fabbrica Digitale (Industria 4.0 / 5.0)

Oggi la gestione efficiente di una fonderia si basa sull’analisi oggettiva dei dati. Se la tua linea di pressofusione opera come un’isola separata (black box), incapace di comunicare con il sistema MES/ERP aziendale o di restituire parametri chiave in tempo reale (OEE, tempi di ciclo, curve di iniezione memorizzate per singolo pezzo), stai perdendo opportunità decisive di ottimizzazione.

L’innovazione della linea attraverso l’integrazione di sensori IoT, interfacce touch-screen intuitive e protocolli di comunicazione aperti (come OPC-UA) consente il monitoraggio da remoto, la tracciabilità totale di ogni lotto di produzione e l’implementazione della manutenzione predittiva, consentendo di intervenire prima che il guasto si verifichi.

5. Tempi di cambio stampo lunghi e rigidità operativa

I mercati attuali richiedono lotti di produzione più flessibili, cambi formato frequenti e tempi di risposta estremamente rapidi. Le linee di pressofusione datate richiedono spesso diverse ore per il cambio stampo, la regolazione delle spessoriere, il preriscaldamento e la regolazione dei parametri di iniezione.

Le moderne isole di pressofusione Agrati AEE integrano sistemi di staffaggio rapido, automazioni periferiche (lubrificatori, caricatori, robot di estrazione) perfettamente sincronizzate con il controllo centrale della pressa e ricette di stampo salvabili e richiamabili con un semplice tocco. Questo riduce drasticamente i tempi di attrezzaggio e azzera gli errori umani durante il riavvio della produzione.

Trasformare una criticità in un vantaggio competitivo

Riconoscere uno o più di questi segnali all’interno del proprio reparto di fonderia indica che la linea di produzione ha superato il suo punto di massima efficienza. Continuare a riparare impianti datati genera costi sommersi che nel tempo superano il costo di ammodernamento dell’impianto.

In Agrati AEE progettiamo e realizziamo macchine per la pressofusione a camera calda e fredda pensate per garantire la massima stabilità di processo, consumi ridotti e totale integrazione con i sistemi digitali più avanzati. Innovare la propria linea significa proteggere i margini aziendali, elevare gli standard qualitativi e consolidare la propria leadership sul mercato.

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Negli ultimi anni il concetto di innovazione industriale è cambiato profondamente. Per molto tempo innovare ha significato soprattutto automatizzare, digitalizzare, aumentare la produttività e rendere più veloce il processo produttivo. Questi aspetti restano fondamentali, ma oggi non sono più sufficienti.

Le imprese manifatturiere sono chiamate a produrre meglio, con maggiore efficienza, minori sprechi, maggiore controllo dei consumi e una crescente attenzione alla sostenibilità. Allo stesso tempo, devono essere più flessibili, più resilienti e più capaci di adattarsi alle richieste di mercati in continua evoluzione.

In questo scenario si inseriscono due concetti spesso citati insieme, ma profondamente diversi: Industry 5.0 e Transizione 5.0.

Comprendere la differenza è importante, soprattutto per le aziende che operano nella pressofusione e stanno valutando investimenti in nuove macchine, revamping, automazione, integrazione di impianti o miglioramento dell’efficienza produttiva.

Industry 5.0: una visione per l’industria del futuro

Industry 5.0 non è un incentivo, non è un bando e non è una misura fiscale. È una visione europea dell’industria del futuro.

Il suo obiettivo è superare una lettura puramente tecnologica dell’innovazione. Se Industry 4.0 ha messo al centro automazione, interconnessione, dati e digitalizzazione dei processi, Industry 5.0 introduce una prospettiva più ampia: l’industria deve essere sostenibile, resiliente e human-centric, cioè centrata sulle persone.

Questo significa che la tecnologia non viene più vista solo come strumento per produrre di più, ma come leva per produrre meglio. Una macchina, un impianto o un sistema di automazione diventano davvero innovativi quando contribuiscono a migliorare l’efficienza, ridurre gli sprechi, aumentare la qualità, supportare gli operatori e rendere l’azienda più solida nel tempo.

Per una realtà industriale, parlare di Industry 5.0 significa quindi interrogarsi su una domanda molto concreta: che tipo di produzione vogliamo costruire per il futuro?

Transizione 5.0: uno strumento per sostenere gli investimenti

Transizione 5.0, invece, è un concetto più operativo. In Italia indica un insieme di misure pensate per accompagnare le imprese nei progetti di trasformazione digitale ed energetica.

La differenza è sostanziale: Industry 5.0 indica una direzione, mentre Transizione 5.0 riguarda gli strumenti con cui le imprese possono investire in quella direzione, nel rispetto dei requisiti previsti dalle normative vigenti.

Nel contesto industriale, questo significa che un investimento in macchinari, tecnologie, automazione o impianti può assumere un valore più ampio quando è inserito in un progetto misurabile di miglioramento del processo produttivo. Il tema non è solo acquistare un nuovo bene strumentale, ma dimostrare come quel bene contribuisca a rendere la produzione più efficiente, più digitale e più sostenibile.

È importante sottolineare che le regole, le modalità di accesso e i requisiti delle misure agevolative possono cambiare nel tempo. Per questo ogni progetto deve essere valutato con attenzione, con il supporto di consulenti qualificati e sulla base delle disposizioni aggiornate.

La differenza principale: visione strategica e applicazione concreta

La differenza tra Industry 5.0 e Transizione 5.0 può essere riassunta in modo semplice.

Industry 5.0 risponde alla domanda: quale modello di industria vogliamo costruire?

La risposta è: un’industria più sostenibile, resiliente e centrata sulle persone.

Transizione 5.0 risponde invece alla domanda: come possono le imprese investire per trasformare concretamente i propri processi produttivi?

La risposta è: attraverso progetti che combinano innovazione tecnologica, digitalizzazione, efficienza energetica e sostenibilità.

Industry 5.0 è quindi una cornice culturale e strategica. Transizione 5.0 è una leva pratica, legata a investimenti, requisiti, documentazione, misurazione dei risultati e valutazione dei benefici.

Per le aziende manifatturiere, questa distinzione è fondamentale. Senza una visione strategica, l’investimento rischia di essere letto solo come acquisto di una macchina. Senza strumenti concreti, la visione rischia di restare astratta.

Il punto di incontro tra i due concetti è il processo produttivo.

Perché questi temi sono importanti nella pressofusione

La pressofusione è un processo industriale ad alta intensità tecnologica, nel quale qualità, continuità, precisione, affidabilità e controllo dei parametri produttivi sono determinanti.

Una macchina per pressofusione non incide soltanto sulla capacità produttiva. Incide sulla stabilità del ciclo, sulla qualità dei componenti, sui consumi, sulla riduzione degli scarti, sulla manutenzione, sulla sicurezza operativa e sulla possibilità di integrare periferiche, automazioni e sistemi di controllo.

Per questo Industry 5.0 e Transizione 5.0 sono temi molto rilevanti anche per il settore della pressofusione. Innovare una linea produttiva non significa semplicemente sostituire una macchina obsoleta con una nuova. Significa valutare come quella macchina possa contribuire a migliorare l’intero processo.

Nel caso della pressofusione a camera calda, ad esempio, possono essere centrali aspetti come efficienza, continuità di produzione, qualità del ciclo e riduzione dei consumi. Nel caso della pressofusione a camera fredda, diventano strategici temi come prestazioni di iniezione, integrazione con periferiche, qualità del componente e produttività dell’isola.

In entrambi i casi, il valore dell’investimento non si misura solo nella macchina, ma nel miglioramento che la macchina porta al reparto produttivo.

Il ruolo delle macchine Agrati AEE nei progetti di innovazione produttiva

Agrati AEE progetta e realizza macchine per pressofusione a camera calda e camera fredda, con una visione orientata a qualità, affidabilità, efficienza energetica e prestazioni produttive.

Le soluzioni Agrati AEE possono inserirsi in progetti di innovazione produttiva perché nascono per rispondere a esigenze industriali concrete: migliorare la produttività, garantire continuità operativa, ottimizzare le performance, supportare l’integrazione dell’impianto e accompagnare il cliente nella scelta della tecnologia più adatta.

Dalla macchina al processo: una nuova cultura industriale

Il passaggio culturale più importante è questo: non guardare più alla macchina come elemento isolato, ma come parte di un processo più ampio.

Una macchina per pressofusione può essere letta come bene strumentale, ma può anche diventare un abilitatore di innovazione. Dipende da come viene inserita nel progetto produttivo.

Se l’obiettivo è soltanto aumentare la capacità, l’analisi resta limitata. Se invece l’obiettivo è migliorare qualità, efficienza, continuità, integrazione, controllo e sostenibilità, allora la macchina diventa parte di una strategia industriale.

È qui che Industry 5.0 e Transizione 5.0 trovano un punto di contatto concreto. La prima offre la visione: un’industria più sostenibile, resiliente e centrata sulle persone. La seconda offre una logica di investimento orientata a trasformare i processi produttivi.

Per Agrati AEE, questo significa accompagnare il cliente non solo nella scelta della macchina, ma nella costruzione di una soluzione coerente con gli obiettivi produttivi dell’azienda.

Innovare significa produrre meglio

Industry 5.0 e Transizione 5.0 non sono sinonimi, ma sono concetti complementari.

Industry 5.0 indica la direzione verso cui l’industria europea sta andando: sostenibilità, resilienza e centralità delle persone. Transizione 5.0 rappresenta una leva concreta per accompagnare le imprese italiane nei progetti di trasformazione digitale ed energetica.

Nel settore della pressofusione, questa distinzione è particolarmente importante. Le aziende non hanno bisogno solo di nuove macchine, ma di soluzioni capaci di migliorare il processo produttivo nel suo insieme.

Per questo le macchine Agrati AEE possono essere raccontate non solo come tecnologie per la pressofusione, ma come parte di percorsi di innovazione produttiva orientati a efficienza, qualità, affidabilità e competitività.

Innovare, oggi, significa produrre meglio.
E produrre meglio significa scegliere tecnologie capaci di creare valore nel tempo.

Il 2026 si apre come un anno di svolta per l’industria della pressofusione. Per le PMI italiane, la necessità di rinnovare il parco macchine non è più solo una questione di capacità produttiva, ma di sopravvivenza economica in un mercato dominato da costi energetici fluttuanti e richieste di sostenibilità sempre più stringenti.

Oggi, grazie al rifinanziamento dei principali strumenti di finanza agevolata, acquistare una pressa di ultima generazione non è mai stato così vantaggioso. La chiave del successo finanziario risiede nella cumulabilità delle agevolazioni: incrociando correttamente il piano Transizione 5.0 e la Nuova Sabatini, una PMI può arrivare a coprire oltre il 50% dell’investimento totale.

Transizione 5.0: il motore dell’efficienza energetica

Il cuore della strategia d’acquisto per il 2026 è il piano Transizione 5.0. A differenza del precedente modello 4.0, focalizzato principalmente sulla digitalizzazione, la misura 5.0 premia il risparmio energetico certificato. Per il settore della pressofusione — energivoro per definizione — questo rappresenta un’opportunità straordinaria.

Le moderne macchine Agrati AEE, grazie a sistemi di iniezione ottimizzati e motorizzazioni a basso consumo, permettono di accedere alle aliquote più alte del credito d’imposta. Se l’investimento garantisce una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per l’intera struttura produttiva o del 5% per il singolo processo interessato, l’azienda può beneficiare di un credito d’imposta che parte dal 35% e può scalare fino al 45% in base all’entità del risparmio conseguito.

È importante ricordare che per accedere a questo beneficio è necessaria una doppia certificazione (ex-ante ed ex-post) rilasciata da valutatori indipendenti, un processo che Agrati supporta fornendo tutti i dati tecnici necessari sulle prestazioni delle macchine.

Nuova Sabatini 2026: liquidità e abbattimento interessi

Mentre Transizione 5.0 agisce sul recupero fiscale, la Nuova Sabatini interviene sul costo del denaro. Rifinanziata con forza per il biennio 2026-2027, questa misura facilita l’accesso al credito bancario per l’acquisto di beni strumentali.

Per le PMI che scelgono macchinari tecnologicamente avanzati e interconnessi (Beni 4.0), il contributo statale è calcolato su un tasso di interesse convenzionale del 3,575%. In termini pratici, lo Stato eroga un contributo a fondo perduto che spesso copre interamente gli interessi del finanziamento o del leasing.

Per investimenti fino a 200.000 euro, il contributo viene erogato in un’unica soluzione, fornendo una spinta immediata alla liquidità aziendale. La cumulabilità con il credito d’imposta 5.0 è confermata dalle recenti circolari ministeriali: i due strumenti possono operare sullo stesso bene, a patto che la somma delle agevolazioni non superi il 100% del costo sostenuto.

Un esempio pratico: il calcolo del vantaggio

Immaginiamo una PMI che acquista una nuova macchina per zama dal valore di 200.000 euro.

  1. Credito d’Imposta Transizione 5.0 (aliquota media 40%): L’azienda matura un credito di 80.000 euro da utilizzare in compensazione F24.
  2. Contributo Nuova Sabatini Green/4.0: Il contributo stimato a fondo perduto per abbattere gli interessi si aggira intorno al 7-8% dell’investimento, ovvero circa 15.000 euro.

Risultato: Il beneficio totale sfiora i 95.000 euro. L’azienda, di fatto, si ritrova a pagare la macchina quasi la metà del suo prezzo di listino, con il vantaggio aggiuntivo di disporre di una tecnologia che riduce le bollette energetiche e gli scarti di produzione sin dal primo giorno.

Perché agire ora?

Il 2026 rappresenta una finestra temporale privilegiata per due motivi. Primo, la stabilità dei fondi stanziati garantisce alle aziende la possibilità di programmare l’investimento senza la fretta delle scadenze “last minute” che hanno caratterizzato gli anni passati. Secondo, la tecnologia della pressofusione ha raggiunto un punto di maturità digitale (Industria 4.0) e di efficienza termica (5.0) che rende il salto prestazionale rispetto a una macchina di 10-15 anni fa abissale.

In Agrati AEE, non ci limitiamo a fornire la macchina. Assistiamo i nostri clienti nella definizione delle specifiche tecniche necessarie per le perizie giurate e le certificazioni energetiche, assicurandoci che ogni pressa venduta sia un asset non solo produttivo, ma anche finanziario.

Comprare una nuova pressa nel 2026 non è un semplice costo, ma una manovra finanziaria strategica. Combinare Transizione 5.0 e Nuova Sabatini significa dotare la propria officina di strumenti d’eccellenza minimizzando l’esborso reale. In un’epoca in cui l’efficienza è l’unico modo per restare competitivi, lasciare questi incentivi sul tavolo sarebbe l’errore più costoso per una PMI.

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In un mercato dove la qualità del prodotto finale e la ripetibilità dei processi fanno la differenza, l’innovazione tecnologica deve rispondere a due domande: come posso migliorare la precisione? e come posso farlo ottimizzando i costi?

In Agrati AEE, abbiamo risposto a entrambe con il nostro nuovo Controllo Digitale della fase di iniezione.

Che cos’è il nuovo Controllo Digitale?

Abbandoniamo la vecchia gestione “analogica”. Se prima l’operatore doveva regolare l’apertura delle valvole, senza conoscere il valore effettivo di velocità, oggi il sistema permette di impostare direttamente il valore desiderato: metri al secondo.

Grazie all’integrazione di questo nuovo sistema, la macchina non si limita a eseguire un comando, ma gestisce attivamente il processo e garantisce che la velocità impostata sia esattamente quella reale.

I vantaggi principali per la tua produzione:

  1. Precisione Millimetrica nelle fasi di iniezione: ad esempio nel caso di iniezione a tre fasi Il sistema gestisce con estrema accuratezza la fase lenta iniziale, la fase veloce di riempimento e la fondamentale fase di frenatura, eliminando gli urti e proteggendo lo stampo. eliminare
  2. Costanza Ripetitiva Oltre l’Usura: L’impianto oleodinamico, lavorando, è soggetto ad un invecchiamento e perde gradatamente il suo livello di performance. Il nostro controllo digitale “compensa” l’usura della componentistica: regola costantemente il flusso in funzione dei parametri inseriti, garantendo lo stesso identico risultato qualitativo nel tempo.
  3. Risultati Top di Gamma: In passato, ottenere questo livello di controllo richiedeva controllori dedicati, valvole speciali e software costosi, incidendo sul prezzo del macchinario di decine di migliaia di euro eliminare. Oggi, Agrati AEE offre questo miglioramento tecnologico di serie, integrato direttamente nel controllo della macchina.

Perché scegliere il controllo digitale Agrati AEE ?

Passare dal “regolare una valvola” al “gestire un processo” significa meno scarti, meno interventi manuali e una qualità costante dal primo all’ultimo pezzo prodotto.

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Fornitore o Partner industriale? Due parole la cui differenza garantisce la continuità produttiva nella pressofusione

Nel B2B industriale i termini fornitore e partner industriale vengono spesso utilizzati come sinonimi.
In realtà, specialmente in un settore ad alta complessità come la pressofusione, questi vocaboli sottintendono approcci diametralmente opposti al processo produttivo.

La differenza non è puramente semantica: impatta direttamente sull’affidabilità, sulla gestione del rischio e, soprattutto, sulla continuità operativa della fonderia.

Quando il prezzo smette di essere l’unico criterio

Ogni decisione industriale nasce da un’analisi dei costi. Tuttavia, chi vive quotidianamente la produzione sa che il prezzo d’acquisto è solo la punta dell’iceberg. Quando si manifestano criticità come:

Il criterio di scelta cambia radicalmente. Il decision maker non cerca più il costo iniziale più basso, ma la soluzione più affidabile nel tempo. È qui che emerge il valore del partner industriale rispetto al semplice fornitore.

Fornitore vs Partner Industriale: cosa cambia davvero?

Se un fornitore si limita a rispondere a una specifica tecnica, un partner tecnologico nella pressofusione:

  1. Comprende il contesto: Analizza le esigenze reali della fonderia prima della vendita.
  2. Conosce le criticità: Identifica i colli di bottiglia termici e idraulici del processo.
  3. Agisce d’anticipo: Lavora per prevenire l’insorgere del problema, non per rincorrerlo in fase di assistenza.

In un processo governato da variabili fisiche complesse, ogni elemento non controllato aumenta il rischio. Ridurre l’incertezza prima che diventi un fermo macchina è il compito di chi progetta con una visione sistemica.

Continuità Produttiva: il valore invisibile del B2B

La continuità operativa è il patrimonio più prezioso di un’azienda, sebbene sia difficile da quantificare finché non viene a mancare. Una produzione stabile garantisce:

La continuità non è un evento fortuito, ma il risultato di scelte tecnologiche fatte a monte, selezionando partner capaci di garantire stabilità e ripetibilità.

La tecnologia come leva di affidabilità: l’approccio Agrati AEE

In questo scenario, la macchina per pressofusione non è un semplice bene strumentale, ma una leva di affidabilità. Soluzioni come la nuova MATRA 3438 o i sistemi equipaggiati con iniezione Ecodrive3 sono progettate per:

Questo è l’approccio di Agrati AEE: sviluppare tecnologie che si integrino perfettamente nel flusso produttivo, supportando l’imprenditore nel ridurre il rischio decisionale.

Partnership Industriale: condividere la responsabilità

Nel B2B, ogni scelta tecnologica ha conseguenze decennali. Un vero partner non si limita a promettere performance, ma le costruisce attraverso un metodo basato su:

La partnership non è un mero accordo commerciale, ma una relazione operativa fondata sulla fiducia tecnica.

Oltre il prodotto: il valore che resta

Quando il mercato si fa esigente, i fattori che determinano il successo sono la capacità di prevenzione e la solidità del processo. Nel marketing industriale moderno, la sfida non è “vendere il prodotto”, ma dimostrare affidabilità.

Per Agrati AEE, la fiducia non è un’autodichiarazione: è un valore che costruiamo ogni giorno, processo dopo processo, al fianco dei professionisti della pressofusione.

Nel panorama industriale del 2026, il settore della pressofusione sta attraversando una trasformazione senza precedenti. Se da un lato l’innovazione tecnologica offre macchine sempre più performanti, come quelli di AGRATI AEE, dall’altro le fonderie si scontrano con un ostacolo critico: la carenza di manodopera qualificata. Non si tratta solo di una difficoltà nel reperire operatori, ma della scarsità di tecnici specializzati capaci di governare presse digitalizzate e sistemi di controllo qualità di ultima generazione.

Questo fenomeno non è solo una sfida logistica, ma un vero e proprio pain point strategico che mette a rischio la continuità operativa delle aziende.

Il “Pain”: La Vulnerabilità del Fattore Umano

Il rischio principale per una fonderia moderna è la dipendenza eccessiva da pochi esperti. Quando il know-how tecnico è concentrato nelle mani di pochi veterani, l’azienda si espone a pericoli operativi elevati:

In questo scenario, la conoscenza diventa un collo di bottiglia. La soluzione non risiede solo nella formazione (spesso lenta e costosa), ma in un radicale cambio di paradigma tecnologico.

La Soluzione: Democratizzare la Tecnologia con HMI Intuitive

Per abbattere la barriera all’ingresso e ridurre la dipendenza dai singoli, le macchine per pressofusione devono diventare “intelligenti” e comunicative. La soluzione richiesta dal mercato si articola su due pilastri fondamentali: interfacce intuitive e diagnostica predittiva.

1. Interfacce Uomo-Macchina (HMI) di Nuova Generazione

Le moderne HMI devono emulare l’usabilità dei dispositivi consumer a cui siamo abituati quotidianamente.

2. Diagnostica Predittiva e Manutenzione Assistita

Se la macchina è in grado di “auto-diagnosticarsi”, la necessità di un esperto sempre presente a bordo macchina diminuisce.

L’Approccio Agrati AEE: Tecnologia al Servizio dell’Uomo

In Agrati AEE, comprendiamo che l’ingegno tecnico italiano deve servire a semplificare la vita in fonderia. Le nostre macchine per la pressofusione di Zama e Piombo sono progettate per essere il “cuore” dell’isola di produzione, capaci di dialogare con tutte le periferiche in modo armonico.

Investire in una macchina Agrati AEE significa scegliere un sistema che:

  1. Riduce i tempi di apprendimento per i nuovi tecnici grazie a controlli logici e intuitivi.
  2. Protegge il processo attraverso l’uso di tecnologie come l’Eco Drive, che stabilizza le performance d’iniezione indipendentemente dalla sensibilità dell’operatore.
  3. Ottimizza le risorse mediante sistemi di Energy Saving, che gestiscono autonomamente i consumi senza richiedere interventi manuali complessi.

Verso una Fonderia Resiliente

La carenza di manodopera qualificata non scomparirà nel breve periodo. Tuttavia, le aziende che sapranno adottare tecnologie capaci di incorporare il know-how all’interno del software della macchina saranno quelle che domineranno il mercato.

Trasformare una macchina complessa in uno strumento accessibile non significa sminuire la professionalità del tecnico, ma liberarlo da compiti ripetitivi per permettergli di concentrarsi sulla supervisione strategica e sull’ottimizzazione dei processi.

La tua fonderia è pronta per il cambio di passo? Contattaci per scoprire come le nostre soluzioni su misura possono aiutarti a superare il gap di competenze e rendere la tua produzione più autonoma, sicura ed efficiente.

MATRA 3438, una macchina nata per definire un nuovo standard nella produzione di pezzi di piccole dimensioni in leghe leggere. Nel panorama industriale contemporaneo, la sfida per le fonderie non si gioca più solo sulla potenza bruta, ma sulla capacità di coniugare precisione estrema, velocità e sostenibilità. In AGRATI AEE, abbiamo risposto a questa esigenza.

Un passo avanti verso il futuro della produzione

La MATRA 3438 non è semplicemente un’estensione di gamma, ma il risultato di una riprogettazione mirata alla “redditività intelligente”. Prodotta orgogliosamente in Italia, questa macchina compatta integra tutta la tecnologia d’avanguardia che ha reso il marchio AGRATI-AEE un punto di riferimento globale.

Il cuore dell’innovazione risiede nel sistema di iniezione Ecodrive3. In un settore dove il controllo millimetrico delle fasi di iniezione determina la qualità del prodotto finale e la riduzione degli scarti, l’Ecodrive3 offre un monitoraggio totale, permettendo di gestire con estrema facilità anche le geometrie più complesse.

Performance tecniche: quando i numeri fanno la differenza

Per un ingegnere di produzione, i dati tecnici sono il vero biglietto da visita di una macchina. La MATRA 3438 impressiona per la sua reattività: il tempo di risposta delle valvole del gruppo iniezione è di soli 10 ms. Questa velocità di esecuzione, combinata con una velocità massima di iniezione di 7 m/s, permette di ottimizzare i tempi di ciclo come mai prima d’ora.

Analizzando le capacità del gruppo di chiusura e iniezione, i parametri confermano la robustezza del progetto:

Questi dati, racchiusi in un ingombro di soli 4293 x 1893 x 2116 mm, rendono la MATRA 3438 la soluzione perfetta per chi dispone di spazi ottimizzati ma non vuole scendere a compromessi sulle prestazioni.

Sostenibilità e Industria 5.0: investire nel domani

Oggi, l’efficienza energetica è un requisito fondamentale, non solo per ridurre l’impatto ambientale ma per accedere agli incentivi fiscali legati a Industria 5.0. La MATRA 3438 è stata progettata con un esclusivo sistema motore/pompa che massimizza la sostenibilità operativa.

Scegliere questa tecnologia significa adottare un approccio che guarda ai prossimi dieci anni di produzione. La compatibilità con i nuovi standard industriali assicura che il vostro investimento rimanga competitivo, riducendo i costi energetici e migliorando l’immagine aziendale agli occhi di partner e clienti sempre più attenti all’ambiente.

Perché scegliere la MATRA 3438?

Oltre alle specifiche tecniche, ciò che sorprende della MATRA 3438 è il suo equilibrio tra semplicità d’uso e prezzo competitivo. È una macchina “veloce” non solo nel ciclo produttivo, ma anche nel ritorno sull’investimento (ROI).

In sintesi, la MATRA 3438 offre:

  1. Precisione superiore grazie al controllo Ecodrive3.
  2. Affidabilità italiana garantita dall’esperienza di AGRATI-AEE srl.
  3. Efficienza energetica pronta per le sfide di Industria 5.0.

È nata una nuova generazione di macchine, pronta a portare la vostra fonderia un passo avanti verso il futuro.


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I nostri ingegneri sono a disposizione per una consulenza tecnica personalizzata. Contattaci oggi stesso per maggiori informazioni tecniche e preventivo dedicato.

PRESS RELEASE

TECHMEC La pressofusione di precisione verso l’Industria 5.0

FUNDI PRESS: FUNDI 153 – pagg. 24-25

La tecnologia. Il motore gira in base alla potenza richiesta Tra i clienti Pmi del design, del fashion e dell’automotive Quota export al 40% tra Brasile, Nord Africa e Stati Uniti

«Pensate a un asciugacapelli. Lo si accende e il motore si attiva fino a quando non viene spento, indipendentemente dall’uso effettivo. Ora: immaginate un dispositivo capace di attivarsi ed erogare energia solo nell’istante esatto in cui viene direzionato verso la chioma». È con questa suggestione che Simone Viscardi, direttore di produzione di Agrati Aee, sintetizza l’innovazione della tecnologia «inverter» che l’azienda di Verdello ha applicato alle presse.

Il principio è quello della potenza «on demand». A differenza delle presse idrauliche di vecchia concezione, in quelle di Agrati «il motore gira solamente in funzione della potenza richiesta dalla macchina in quel preciso momento». Fuor di metafora, la tecnologia è ben più complessa: si tratta di un sistema di modulazione continua, capace di calibrare l’erogazione di energia in frazioni di secondo, esattamente dove e quando serve.

Il risultato è un risparmio energetico netto che, a conti fatti, varia dal 50% al 70%. Oggi il tema del risparmio energetico è decisivo, soprattutto per l’impennata dei costi dell’energia. Agrati ha anticipato i tempi, introducendo la tecnologia «inverter» fin dal 2010. Ricavandosi così uno spazio nel mercato della pressofusione della zama, «mentre all’estero ce la giochiamo con i tedeschi», spiega Viscardi. In un’epoca in cui i bandi pubblici, i grandi appaltatori e perfino i consumatori finali esigono tracciabilità e certificazioni ambientali, un processo di pressofusione a basso impatto diventa un fattore abilitante per l’accesso a mercati premium.

Con un fatturato 2024 di 8 milioni di euro e 27 dipendenti, l’azienda è parte del gruppo Colombo Design. Ieri è stata protagonista del Pmi Day di Confindustria Bergamo, con la visita di 21 alunni della scuola Don Milani di Verdello. Mentre la Colombo Design ospiterà altre classi domani nella sede di Terno d’Isola.

Agrati è attiva nella fabbricazione di macchine per la metallurgia, in particolare nella pressofusione a camera calda e a camera fredda. Il portafoglio clienti spazia dalle Pmi del design e del fashion – tra maniglie, cerniere e accessori moda – fino ai comparti dell’elettronica e dell’automotive. Fornitori per la carpenteria sono aziende di Bergamo e Brescia, mentre i motori arrivano dalla Germania.

Con una quota export che tocca il 40%, l’azienda presidia i mercati europei, il Brasile e gli emergenti del Nord Africa, oltre agli Usa, spiega Viscardi. L’elezione di Donald Trump e lo spettro di nuovi dazi preoccupano. «È un protezionismo che spinge molte aziende americane a portare in casa la produzione. Ma non basta cercare di replicare le macchine, al momento manca ancora il know how». Se l’America è l’opportunità, la Cina resta la minaccia, con «costi di produzione imparagonabili e una gestione disinvolta della proprietà intellettuale».

La risposta di Agrati non è la guerra dei prezzi, ma la longevità. Mentre una macchina low-cost può mostrare i suoi limiti nel breve periodo, le presse Agrati sono costruite per durare decenni. «Garantiamo manutenzioni e pezzi di ricambio per 25 anni, oltre alla conformità a tutte le norme relative alla sicurezza sul lavoro».

Il prossimo banco di prova sarà la fiera Euroguss di Norimberga, dove Agrati presenterà un’evoluzione tecnologica. «Una macchina innovativa – conclude Viscardi – che ci permetterà di smarcarci dalla concorrenza orientale non sul prezzo, ma attraverso la creatività».

Scritto da Filippo Magni per L’ECO DI BERGAMO

Il settore della pressofusione (Die Casting) si trova a un punto di svolta. L’aumento esponenziale dei costi energetici globali e le crescenti pressioni normative sulla sostenibilità hanno trasformato l’efficienza da un semplice plus a un imperativo strategico. Le aziende non possono più permettersi macchinari energivori e obsoleti.

In questo contesto, la promessa di Agrati AEE – un risparmio energetico fino al 70% sui suoi sistemi di pressofusione – non è solo un claim di marketing, ma una vera e propria risposta alle sfide della manifattura moderna. Ma come è possibile ottenere un risultato così drastico e qual è il suo reale impatto sul conto economico di un’azienda?

In qualità di professionisti del settore, è fondamentale spostare l’attenzione dal mero costo di acquisto della macchina al suo Costo Totale di Proprietà (TCO), una metrica che definisce la vera redditività di un investimento a lungo termine.

La Nuova Frontiera: Dal Costo Iniziale al TCO (Total Cost of Ownership)

Per decenni, la decisione di acquisto di una macchina per la pressofusione è stata guidata principalmente dal prezzo di listino e dalle specifiche di base. Oggi, l’unica metrica sensata è il TCO.

Il TCO, nel contesto del die casting, non tiene conto solo del capitale iniziale, ma integra tutti i costi operativi e di manutenzione nell’arco della vita utile del macchinario. I fattori che incidono maggiormente sono:

  1. Consumo energetico: Il principale driver di costo variabile.
  2. Manutenzione: Affidabilità e durata dei componenti.
  3. Ciclo Produttivo: Velocità e stabilità del processo (determinando il ROI).

È proprio sul primo punto che l’innovazione tecnologica di Agrati AEE ridefinisce gli standard. Ridurre il consumo energetico del 70% significa abbattere la voce di spesa più volatile e difficile da controllare, trasformandola in un vantaggio competitivo stabile e prevedibile. La differenza tra un investimento che si ripaga in tempi brevi e uno che erode i margini sta proprio nell’efficienza energetica integrata.

🔬 Svelare il 70%: L’Innovazione Tecnica nel Cuore del Risparmio

Il notevole livello di efficienza raggiunto dalle macchine Agrati AEE (come le serie CM e CT) non è frutto di un singolo accorgimento, ma di una riprogettazione olistica dei sistemi operativi.

L’Architettura Servo-Idraulica Avanzata

Il cuore della rivoluzione è l’adozione di un’architettura servo-idraulica intelligente. A differenza dei sistemi idraulici tradizionali, dove la pompa lavora costantemente alla massima potenza, il sistema Agrati AEE utilizza servo-pompe controllate da inverter. Questo permette al motore di erogare potenza e portata d’olio solo ed esclusivamente quando è richiesto dal processo.

Durante fasi come il raffreddamento o l’attesa (che costituiscono una parte significativa del ciclo di pressofusione), il motore della pompa può rallentare o persino arrestarsi completamente. Questo spegnimento selettivo elimina la dispersione di energia termica e di attrito tipica dei sistemi convenzionali, garantendo risparmi massivi.

Il Controllo Ottimizzato del Processo di Iniezione

Un altro elemento cruciale è l’efficienza nel processo di iniezione, essenziale per la qualità del pezzo e per l’integrità dello stampo. L’evoluta progettazione di iniezione di Agrati AEE è specificamente studiata per ottimizzare la fase di riempimento e compressione.

Un’iniezione più precisa e performante significa:

♻️ Vantaggio Competitivo e Riduzione dell’Impronta Carbonica

La sostenibilità non è più un costo, ma una leva di business. La riduzione del 70% del consumo energetico ha un impatto diretto e misurabile sull’impronta carbonica (Scope 2) di ogni pezzo prodotto.

In un’epoca in cui i bandi pubblici, i grandi appaltatori (in particolare nel settore automotive e aerospaziale) e persino i consumatori finali esigono tracciabilità e certificazioni ambientali, un processo di pressofusione a basso impatto diventa un fattore abilitante per l’accesso a mercati premium.

Le aziende che adottano le soluzioni ad alta efficienza di Agrati AEE non solo vedono crescere il loro profitto operativo grazie al risparmio sui costi, ma migliorano anche il loro rating ambientale e la loro reputazione, posizionandosi come leader nella manifattura sostenibile.

🚗 Case Study Focus: L’Efficienza nelle Leghe Complesse per l’Automotive

Il settore Automotive, in piena transizione verso l’elettrico (E-mobility), richiede componenti in leghe leggere estremamente complessi e strutturali. Questi pezzi, spesso realizzati con leghe di Alluminio o Magnesio, necessitano di macchinari Cold Chamber robusti e precisi.

In questo ambito, l’efficienza non si misura solo in kilowatt, ma anche in affidabilità e stabilità del processo. I sistemi Agrati AEE sono progettati per mantenere parametri operativi estremamente stabili anche sotto carico, garantendo la microstruttura perfetta richiesta dalle leghe complesse per i componenti critici (come i battery housing). Questo connubio tra precisione e risparmio energetico è cruciale: permette ai produttori di leghe leggere di massimizzare il rendimento del materiale senza compromettere i margini a causa degli elevati costi operativi.

🎯 La Pressofusione Proiettata nel Futuro

L’innovazione nel die casting, come dimostrato dalla tecnologia ad alta efficienza di Agrati AEE, non è un lusso, ma la base per la redditività a lungo termine.

Per i decision-maker del settore manifatturiero, la scelta è chiara: continuare a lottare con i costi operativi fluttuanti dei macchinari tradizionali, o investire in una soluzione che garantisce un risparmio energetico quantificabile del 70%, un TCO drasticamente ridotto e un vantaggio competitivo duraturo in termini di sostenibilità e performance. Il futuro della pressofusione è indubbiamente ad alta efficienza.

Vuoi approfondire l’analisi del TCO per la tua specifica linea di produzione o confrontare le performance delle serie CM e CT? Contatta direttamente gli specialisti Agrati AEE.

Dal 13 al 15 gennaio 2026, la città di Norimberga ospiterà la 30ª edizione di EUROGUSS, la principale fiera internazionale dedicata al mondo del die casting. AGRATI AEE sarà presente con il proprio stand (Padiglione 5, Stand 5-249) per presentare soluzioni all’avanguardia nel settore della pressofusione, con un focus particolare sulla sostenibilità e sull’efficienza energetica.

🌱 Sostenibilità al Centro dell’Innovazione

EUROGUSS 2026 pone l’accento su tematiche cruciali per il futuro dell’industria, tra cui la sostenibilità nel die casting e l’economia circolare. La fiera offre una panoramica completa dell’intera catena del processo di pressofusione, affrontando sfide attuali come il cambiamento climatico, la sicurezza delle forniture e la scarsità di manodopera qualificata. Attraverso espositori, presentazioni e formati interattivi, vengono presentate soluzioni innovative per ridurre le emissioni e i rifiuti nel settore della pressofusione EUROGUSS.

🔧 AGRATI AEE: Soluzioni Sostenibili per il Die Casting

In linea con le tematiche della fiera, AGRATI AEE presenterà macchine da pressofusione progettate per ottimizzare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale. Le nostre soluzioni integrano tecnologie avanzate per la minimizzazione dei consumi energetici, contribuendo così a un processo produttivo più sostenibile e a una maggiore competitività per i nostri clienti.

🤝 Un’Occasione di Networking e Crescita

EUROGUSS 2026 rappresenta un’opportunità unica per entrare in contatto con esperti del settore, scoprire le ultime innovazioni tecnologiche e partecipare a discussioni su temi rilevanti come la digitalizzazione, l’automazione e la formazione delle nuove generazioni. La fiera ospiterà anche il European Die Casting Award, che premia le soluzioni di pressofusione più innovative in Europa, e il Young Talent Day, dedicato alla promozione delle carriere nel settore EUROGUSS+1.

📍 Vieni a Trovarci

Non perdere l’opportunità di scoprire come AGRATI AEE sta plasmando il futuro del die casting sostenibile. Ti aspettiamo al Padiglione 5, Stand 5-249 per mostrarti le nostre soluzioni innovative e discutere insieme delle sfide e delle opportunità del settore.


Nota: AGRATI AEE è un’azienda specializzata nella progettazione e produzione di macchine da pressofusione a camera calda e a camera fredda, con un forte impegno verso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale. Cosa ci differenzia dagli altri? Lo scoprirai prossimamente. Stay Tuned!