Il 2026 si apre come un anno di svolta per l’industria della pressofusione. Per le PMI italiane, la necessità di rinnovare il parco macchine non è più solo una questione di capacità produttiva, ma di sopravvivenza economica in un mercato dominato da costi energetici fluttuanti e richieste di sostenibilità sempre più stringenti.
Oggi, grazie al rifinanziamento dei principali strumenti di finanza agevolata, acquistare una pressa di ultima generazione non è mai stato così vantaggioso. La chiave del successo finanziario risiede nella cumulabilità delle agevolazioni: incrociando correttamente il piano Transizione 5.0 e la Nuova Sabatini, una PMI può arrivare a coprire oltre il 50% dell’investimento totale.
Il cuore della strategia d’acquisto per il 2026 è il piano Transizione 5.0. A differenza del precedente modello 4.0, focalizzato principalmente sulla digitalizzazione, la misura 5.0 premia il risparmio energetico certificato. Per il settore della pressofusione — energivoro per definizione — questo rappresenta un’opportunità straordinaria.
Le moderne macchine Agrati AEE, grazie a sistemi di iniezione ottimizzati e motorizzazioni a basso consumo, permettono di accedere alle aliquote più alte del credito d’imposta. Se l’investimento garantisce una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% per l’intera struttura produttiva o del 5% per il singolo processo interessato, l’azienda può beneficiare di un credito d’imposta che parte dal 35% e può scalare fino al 45% in base all’entità del risparmio conseguito.
È importante ricordare che per accedere a questo beneficio è necessaria una doppia certificazione (ex-ante ed ex-post) rilasciata da valutatori indipendenti, un processo che Agrati supporta fornendo tutti i dati tecnici necessari sulle prestazioni delle macchine.
Mentre Transizione 5.0 agisce sul recupero fiscale, la Nuova Sabatini interviene sul costo del denaro. Rifinanziata con forza per il biennio 2026-2027, questa misura facilita l’accesso al credito bancario per l’acquisto di beni strumentali.
Per le PMI che scelgono macchinari tecnologicamente avanzati e interconnessi (Beni 4.0), il contributo statale è calcolato su un tasso di interesse convenzionale del 3,575%. In termini pratici, lo Stato eroga un contributo a fondo perduto che spesso copre interamente gli interessi del finanziamento o del leasing.
Per investimenti fino a 200.000 euro, il contributo viene erogato in un’unica soluzione, fornendo una spinta immediata alla liquidità aziendale. La cumulabilità con il credito d’imposta 5.0 è confermata dalle recenti circolari ministeriali: i due strumenti possono operare sullo stesso bene, a patto che la somma delle agevolazioni non superi il 100% del costo sostenuto.
Immaginiamo una PMI che acquista una nuova macchina per zama dal valore di 200.000 euro.
Risultato: Il beneficio totale sfiora i 95.000 euro. L’azienda, di fatto, si ritrova a pagare la macchina quasi la metà del suo prezzo di listino, con il vantaggio aggiuntivo di disporre di una tecnologia che riduce le bollette energetiche e gli scarti di produzione sin dal primo giorno.
Il 2026 rappresenta una finestra temporale privilegiata per due motivi. Primo, la stabilità dei fondi stanziati garantisce alle aziende la possibilità di programmare l’investimento senza la fretta delle scadenze “last minute” che hanno caratterizzato gli anni passati. Secondo, la tecnologia della pressofusione ha raggiunto un punto di maturità digitale (Industria 4.0) e di efficienza termica (5.0) che rende il salto prestazionale rispetto a una macchina di 10-15 anni fa abissale.
In Agrati AEE, non ci limitiamo a fornire la macchina. Assistiamo i nostri clienti nella definizione delle specifiche tecniche necessarie per le perizie giurate e le certificazioni energetiche, assicurandoci che ogni pressa venduta sia un asset non solo produttivo, ma anche finanziario.
Comprare una nuova pressa nel 2026 non è un semplice costo, ma una manovra finanziaria strategica. Combinare Transizione 5.0 e Nuova Sabatini significa dotare la propria officina di strumenti d’eccellenza minimizzando l’esborso reale. In un’epoca in cui l’efficienza è l’unico modo per restare competitivi, lasciare questi incentivi sul tavolo sarebbe l’errore più costoso per una PMI.
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